La notte del 2 dicembre 1984, a causa di un guasto ad un serbatoio, dall‘impianto della multinazionale Union Carbide a Bhopal (India) fuoriescono 40 tonnellate di isocianato di metile.
La nube tossica si diffonde in un‘area di oltre 40Km quadrati ed uccide 2500 persone solo nei primi giorni.
La Union Carbide abbandona subito l‘area lasciando sul posto un‘enorme quantità di sostanze tossiche e non attua nessuna bonifica.
Nel 1991 la Dow Chemical acquisisce la Union Carbide, ma si rifiuta di farsi carico dei danni provocati a Bhopal.
Fino ad oggi si contano 20mila morti e 500mila persone che hanno subito dei danni fisici in seguito all‘esposizione alle sostanze tossiche presenti nell‘aria, nel terreno e nell‘acqua.
L‘incidente è avvenuto vent‘anni fa, ma la strage è ancora in atto!
